Lo stress: che cos’è e come reagisce il nostro corpo
Stressati? La vostra routine quotidiana non vi concede un attimo
di respiro? Vi siete mai chiesti perché le zebre, i leoni e in generale gli altri
mammiferi che popolano il nostro pianeta non sviluppano ulcere?
Il neurobiologo e
primatologo statunitense Robert Sapolsky, professore all'Università di Stanford
e ricercatore scientifico nell’ambito dello stress e della neuro degenerazione,
se lo è domandato nel libro “Perché alle zebre non viene l’ulcera”, pubblicato
in Italia nel 2006.
Da cosa deriva lo stress e quali sono le sue conseguenze sul
nostro corpo?
“Lo stressor è tutto ciò che fa perdere al corpo l’equilibrio
allostatico, ovvero quella costanza che il corpo tende a perseguire ogni giorno
per mantenere la sua fisiologia ottimale attraverso una miriade di piccoli e
grandi “aggiustamenti” – spiega Sapolsky. “E a prescindere dal tipo di stressor
(ferite, fame, temperature estreme o
stress psicologico) la risposta attivata è sempre la stessa”.
Cosa succede quando siamo “sotto stress”?
Per quanto riguarda noi vertebrati, la risposta ad ogni tipo
di stress si costruisce sul fatto che i nostri muscoli debbano lavorare come
pazzi. Immaginate di reagire a situazioni che mettono in pericolo la vostra
vita: i muscoli devono essere pronti ad intervenire fulmineamente per
consentirvi di difendervi e fuggire.
E l’energia di cui hanno bisogno deve essere pronta
immediatamente. Il glucosio e le forme più semplici di proteine e grassi si
riversano da adipe e fegato nei muscoli.
Affinchè questo avvenga il più rapidamente possibile, aumentano la frequenza
cardiaca, la pressione sanguigna e il ritmo respiratorio. Inoltre, vengono
messi in “stand-by” quei processi fisiologici ritenuti “non urgenti” dal nostro
corpo, come la digestione, la crescita, la riproduzione, la riparazione dei
tessuti. L’energia necessaria ai muscoli viene “sottratta” anche al sistema
immunitario che in questi casi non ha la priorità.
Inoltre, viene smorzata anche la percezione del dolore.
Immaginate un soldato che viene ferito non mortalmente durante un
combattimento: “anestetizzando” momentaneamente il dolore per la ferita subita,
il suo corpo gli permetterà di reagire, magari rispondendo all’attacco o
fuggendo, mettendosi in salvo.
Infine migliorano alcuni aspetti della memoria (per valutare
attraverso l’esperienza vissuta, la maniera migliore per ovviare alla
situazione di stress) e i sensi si fanno più acuti.
Di primo acchito, tutto ciò sembrerebbe essere un vantaggio
ma, attenzione! Sapolsky sottolinea che l’innesco di tutto questo sistema di “allerta”
è stato “studiato” per ovviare a emergenze brevi e non frequenti. Se l’esposizione
allo stress (anche solo psicologico) perdura nel tempo, la risposta diventa
persino più dannosa per il nostro corpo che lo stress stesso.
“Se si vive ogni giorno come un’emergenza, si finisce per
pagarne il prezzo” spiega il neurobiologo. “Se si mobilita costantemente energia
a discapito della sua accumulazione, non verrà mai immagazzinata energia in
eccedenza. Ci si stancherà più rapidamente e aumenterà anche il rischio di sviluppare
una forma di diabete”.
Altrettanto dannose
le conseguenze sul sistema cardiovascolare. “Se la pressione vi sale a 180/100
quando scappate dalle grinfie di un leone è una reazione adattiva, ma se avete
180/100 ogni volta che vedete il disordine nella stanza di vostro figlio
potreste andare incontro ad un bel disastro cardiovascolare”. Proprio perché il nostro corpo, in situazioni
di stress, mette in stand-by tutti i processi costruttivi e riparativi, è più
facile sviluppare lesioni come le ulcere e si subisce un rallentamento nel
rimodellamento delle ossa e di altri tessuti.
“Nelle femmine i
cicli mestruali possono diventare irregolari o cessare del tutto, – prosegue Sapolsky
– nei maschi possono diminuire la conta degli spermatozoi e i livelli di
testosterone. In entrambi i sessi cala l’interesse per la sessualità.” Ma i
problemi non finiscono qui. “Se si sopprime troppo, o troppo a lungo la
funzione immunitaria si sarà più facilmente vittime di numerose malattie
infettive, e meno in grado di combatterle una volta insorte. Infine, anche gli
stessi sistemi cerebrali possono essere danneggiati da una classe di ormoni
secreti durante lo stress. Ciò può avere qualcosa a che fare con la velocità
con cui il cervello perde cellule nell’invecchiare o con la quantità di memoria
che si perde da anziani”.
Insomma, conseguenze non proprio piacevoli. Tutto questo perché
il nostro corpo, in situazioni di stress frequenti, è continuamente sollecitato
e spronato a ristabilire l’equilibrio, logorandosi.
La soluzione a tutto questo? Meditazione, oppure, se non
riuscite proprio a togliervi la sensazione di stress di dosso agendo solo sulla mente, non
resta che concedere ai muscoli di “esplodere” nell’attività muscolare per cui
lo stress li prepara, attraverso un’adeguata attività fisica.
“La risposta allo stress consiste nel preparare il corpo a
un’improvvisa esplosione di attività muscolare – spiega Sapolsky . “La tensione
si riduce se attivate la risposta per questo scopo invece che per essere
agitati nel mezzo di un’inutile riunione”.

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