L'importanza dell'attività fisica in epoca Covid


Che l'attività fisica faccia bene, è risaputo. Ma quali effetti positivi può apportare il movimento nell'ambito della pandemia da Covid-19?

Se lo sono chiesti alcuni ricercatori dell'Associazione Fitness Metabolica, Monterotondo (Roma) e del Dipartimento di Malattie Infettive dell'ISS, pubblicando i risultati in un recente articolo.

 “Al fine di ridurre al massimo la diffusione globale di COVID-19, le autorità di tutto il mondo hanno utilizzato misure di lockdown più o meno restrittive” si legge in detto articolo. “Ovviamente, queste misure impattano direttamente sullo stile di vita limitando l'attività fisica (AF) e aumentando il tempo sedentario”.

“La permanenza a casa a causa del lockdown, oltre a diminuire l’attività fisica, ha determinato una crescita del consumo di cibi non dietetici con il conseguente aumento del peso, rischio di diabete, resistenza all’insulina, sindrome metabolica e incremento del rischio di morbidità e mortalità associata alle complicazioni del COVID-19” evidenziano i ricercatori.

“Ridurre il tempo sedentario e aumentare il tempo fisicamente attivo ci aiuta a rimanere sani e, allo stesso tempo, a potenziare il nostro sistema immunitario sia nell’ottica di poter più efficacemente contrastare le infezioni, sia per avere una migliore risposta alle vaccinazioni.”

Il potenziamento delle difese immunitarie passa anche attraverso un'attività fisica costante. Ma come funziona esattamente?

“In risposta a una singola sessione di attività fisica, milioni di linfociti migrano verso aree periferiche come le vie aeree superiori dove pattugliano l'invasione da parte di agenti patogeni. È stato osservato che le cellule T della memoria specifiche per un determinato virus, mobilizzate dall’attività fisica, esibiscono una spiccata capacità proliferativa in risposta agli antigeni virali. Le persone fisicamente attive, come dimostrato per altre infezioni virali, presentano una sintomatologia meno grave, tempi di recupero più brevi e una minore probabilità di infettare gli altri”.

Quindi come potrebbe l'attività fisica aiutarci a combattere il Covid-19?

“Di fondamentale importanza durante le fasi iniziali del COVID-19 sembra essere l'efficacia della risposta immunitaria naturale o innata. Essa agisce come una prima barriera di protezione contro la replicazione del virus SARS-CoV-2. Se l'immunità innata è debole il virus si replica e migra dalle alte alle basse vie respiratorie e agli alveoli, dove si replica innescando in tal modo una severa infiammazione e stimolando una cascata di mediatori (complemento, coagulazione e tempesta citochinica) che conducono a severe complicanze e, in alcuni casi, alla morte.”

In conclusione, praticare attività fisica consente al nostro organismo di fronteggiare al meglio qualsiasi “battaglia” contro virus e malattie?

“L’attività fisica, che ha un potente potere preventivo e terapeutico nel diabete di tipo 2 e più in generale nelle malattie dismetaboliche, svolge un ruolo ancor più importante nell’era COVID-19” concludono gli autori dell'articolo “in quanto contribuisce al potenziamento della risposta immunitaria antivirale soprattutto in presenza di comorbidità. Inoltre, un’attività fisica regolare, oltre a favorire una risposta anti-infiammatoria, limita gli effetti dell’immunosenescenza, ovvero il declino della risposta immunitaria nei soggetti anziani, che rappresentano la popolazione più vulnerabile al COVID-19.”

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