Quando il cioccolato fa bene: tutti (o quasi) i benefici del cacao



Amanti del cacao e di tutte le sue declinazioni, esultate!

Dal 2012 questo sublime alimento è stato definitivamente proclamato “alleato quotidiano della salute”, in quanto l’EFSA (European Food Safety Authority) ha approvato la capacità dei flavonoidi contenuti nel cacao di preservare l’elasticità delle arterie.

Ma non è tutto!!! Secondo un’intervista comparsa sulla rivista della Nutrition Foundation of Italy al dott. Claudio Ferri, direttore della Divisione di Medicina Interna e Nefrologia presso l’Università dell’Aquila, nonché uno dei maggiori studiosi a livello mondiale delle qualità nutraceutiche del cacao, le proprietà di questo alimento sono svariate.

“I flavanoli contenuti nel cacao (sottoclasse particolarmente attive di polifenoli ad alto potere antiossidante) sono in grado di mantenere (o ripristinare, almeno in parte) una buona elasticità delle arterie: è proprio la diminuzione dell’elasticità, inevitabile con gli anni ma favorita da un’alimentazione scorretta, ad aprire la porta a ipertensione e aterosclerosi” spiega Ferri.

Inoltre, secondo gli ultimi risultati dello studio CoCoA (Cocoa Cognition and Aging), condotto su un gruppo di anziani in buona salute, l’assunzione quotidiana di una bevanda a base di cacao ad alto contenuto di flavanoli migliorerebbe le performance cognitive (oltre che il profilo pressorio e di quello glicolipidico).

 “Tradizionalmente, d’altra parte, si sapeva già che il cacao amaro è utilizzato come tonico dell’umore. Ciò grazie alla presenza di feniletilammina, istamina, serotonina, triptofano, tutte sostanze che promuovono la sensazione di benessere e il buonumore . Soltanto chi soffre di emicrania – precisa il dott. Ferri - deve fare attenzione: il cacao contiene anche tiramina, che può scatenare le crisi nei soggetti predisposti”.

Ma attenzione: non tutti i tipi di cioccolato fanno bene! Quali sono i migliori?

“La manifattura è fondamentale – risponde Ferri. - Poiché i benefici del cacao osservati finora sono correlati al contenuto di flavanoli, la loro salvaguardia è affidata alla corretta lavorazione dei semi.
I Maya, ai quali dobbiamo la nostra conoscenza del cioccolato (xocolatl), trituravano a freddo i semi tostati e li consumavano in bevande calde, senza latte e zucchero, ma semmai aggiungendo peperoncino o cannella. Oggi questa lavorazione a temperature basse è entrata nella tradizione italiana, per esempio con il cioccolato di Modica, eccellenza nota nel mondo e di ottima qualità, gustativa e nutrizionale. Non c’è solo questa realtà eccellente, ma circoscritta: anche i marchi della migliore tradizione cioccolatiera (italiani e internazionali) impiegano cacao ricco in flavanoli così da fornire, nelle preparazioni di cioccolato amaro (oltre il 70%), il loro necessario contenuto rispetto al peso. Questi preparatori, tra l’altro, non utilizzano il cosiddetto “Dutch process”, un’estrazione a base di alcali che limita il gusto amaro del cacao naturale, ma riduce anche il contenuto di flavanoli. Il consumatore deve quindi sapere che il cioccolato al latte e, ancor più, quello bianco, possono soddisfare il palato e la richiesta energetica ma, a parità di peso, non forniscono i flavanoli necessari per ottenere gli effetti dimostrati dalla ricerca”.

(tratto da “Nel cacao amaro quotidiano i flavanoli antiossidanti di un nutraceutico goloso”, AP&B Alimentazione, Prevenzione & Benessere n. 2 - Marzo 2015 - Nutrition Foundation of Italy e Pacini Editore Srl)

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