IL METEO E LA SUA INFLUENZA SULLA SALUTE – Prima parte: IL VENTO


Quanto influisce il clima sulla nostra salute? Ci sono correlazioni tra i cambi di condizioni meteo e sbalzi di umore, nervosismo, dolori articolari?

Secondo recenti studi effettuati presso il Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica di Milano la risposta sembrerebbe essere affermativa.

Il caldo, il freddo, l’arrivo di forti temporali o il cambio di stagione determinano cambiamenti nel nostro corpo sia a livello fisico che emotivo, condizionando spesso anche il ritmo sonno-veglia.

In particolare, in questa prima parte analizzeremo i disagi che può causati alla salute umana da un evento atmosferico molto presente nelle nostre zone in questa stagione: il vento.

Di seguito riportiamo uno stralcio tratto dal testo “L’IMPATTO DELLE VARIAZIONI METEOCLIMATICHE ED AMBIENTALI SUL SONNO E PATOLOGIE CORRELATE”, scritto dal dott. Condemi, Responsabile “Biometeolab” del Centro di Ricerche di Bioclimatologia Medica, Biotecnologie e Medicine Naturali dell’Università degli Studi di Milano e dal dott. Brugnoli, Medico chirurgo, specialista in anestesia e rianimazione, anestesia pediatrica e agopuntura.

 “Quando il vento soffia forte e in particolare a raffiche, secondo una teoria generale che deve trovare tuttavia altre conferme, in molti soggetti specialmente se portatori di una condizione predisponente si osserva un aumento del livello di serotonina, un neurotrasmettitore che controlla il tono dell’umore. Una delle possibili cause va ricercata nella variazione, talvolta quasi improvvisa, dello stato elettrico dell’aria con un sensibile accumulo di ioni positivi presenti in ambiente i quali a loro volta inducono altre alterazioni a livello neurochimico.”

“Il risultato più frequente” si legge nel saggio, “è l’insorgenza ormai sufficientemente documentata di quadri ansiogeni associati a tensione, insorgenza di cefalee muscolo-tensive, malessere generale solitamente avvertito da persone sensibili. Si tratta di manifestazioni cliniche cui si associa invariabilmente l’insonnia.”

Ma non solo: “Al vento e alle sue diverse definizioni e caratterizzazioni vengono sovente riferiti sintomi come nausea, tensione muscolare, tensione oculare, e tutta una sequela di piccoli o grandi disturbi che differenziano in modo specifico ciascun tipo di vento.”

Ad esempio, in Israele nelle zone soggette allo sharav, o vento bruno perché solitamente carico di sabbia, si sono riscontrati nella popolazione “dolori diffusi, mal di testa, fitte agli occhi, stanchezza, ritenzione idrica, caduta della pressione arteriosa, infiammazioni. E poi ancora, apatia, insicurezza, ansia, depressione.”

Nelle nostre zone, il vento più conosciuto è sicuramente il foehn che è causa di una vera e propria sindrome.

“Il foëhn, un vento caldo e secco, si presenta tutto l’anno, ma soprattutto in primavera, nella Pianura Padana centro-occidentale. L’osservazione meteorologica evidenzia per questi episodi cielo limpidissimo e aria trasparente. I disturbi osservati, e anche documentati talvolta in modo empirico sono moltissimi.”

Addirittura, nei giorni di forte vento, si è riscontrato un aumento di incidenti stradali nelle zone interessate da questo fenomeno.

“Sulla base di ricerche scientifiche condotte dal Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica assieme all’Università degli Studi di Milano Bicocca, su database indicanti eventi di incidentalità stradale intorno a un’area campione del Nord-Italia, è emersa una correlazione statisticamente significativa tra situazioni favoniche e accentuazione della frequenza nella incidentalità stradale.”

Perciò le condizioni climatiche e meteorologiche possono influire in modo significativo sulla nostra quotidianità, specialmente se siamo più sensibili alle variazioni di pressione, temperatura, umidità.

(Foto di Jakov Zadro da Pixabay)


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